mercoledì 1 settembre 2010

Parole e fatti


In queste vacanze ho passato una bellissima settimana nella quale ho potuto conoscere persone splendide. Ho parlato con loro, ho visitato la loro città, le loro case. Ho mangiato e dormito sotto i loro tetti. Ho visto realtà angoscianti, sentito parole di dolore, paura e rabbia.
Rabbia, sì.
Rabbia per un'informazione falsa che li condanna.



Sono stato all'Aquila. E a Paganica, San Demetrio, Barisciano, Onna, Fossa. E ho parlato con i loro abitanti. Fatelo anche voi, vi renderete conto che lì, all'Aquila, non è tutto a posto come vogliono farci credere.

sabato 9 gennaio 2010

Neve

La neve cade e a poco a poco ricopre tutto quanto. Dapprima qualche sprazzo bianco qua e là, poi un velo che rende i colori appena percettibili, fino a far diventare tutto bianco. Ma anche le forme perdono di definizione: gli spigoli si arrotondano, gli spazi vuoti si riempiono, e le pendenze si addolciscono.

Qui nel veneziano non nevica più come una volta. Quando ero piccolo ogni inverno aveva la sua neve. Ora non più.

Adesso, l'unica cosa che ricopre, sbiadisce i colori e smussa gli angoli fino a farci percepire le cose in modo assai diverso proprio come fa la neve, è l'informazione. A guardare bene, però, non è un velo candido quello che cade sopra alle cose, e non basta neppure un po' di caldo a farlo svanire in quanto lo si vede anche in estate.

Forse dovremmo giocare a palle di neve più spesso, perchè in effetti siamo un po' stufi di fare i soliti pupazzi di neve. Dovremmo prendere le “notizie” inutili, appallottolarle e lanciarle restituendole a chi ce le propina.

Chissà, forse dopo un po' di gioco torneremmo a vedere quello che sta sotto!