sabato 10 ottobre 2009

Esilio

Capitano eventi in grado di cambiarti la vita da un momento per l'altro. Eventi repentini che, dopo i primi momenti di stordimento, bisogna saper affrontare.
Ho conosciuto una donna che di eventi di questo tipo ne ha passati tanti nella sua vita, ma la forza del suo carattere deve essere di esempio a tutti. Ottanta primavere passate, si trova in esilio forzato a 140 km da casa sua.


Montanara di adozione costretta alla vita da spiaggia, da maggio a chissà quando.
Montanara abituata a non chiedere niente a nessuno, a farsi da mangiare, a fare il bucato a mano, a coltivarsi l'orto e a farsi la spesa, costretta ad una “vacanza” forzata.
Donna di una dignità fuori dal comune, costretta a sentirsi chiamare dai bagnanti ferragostani “morta di fame dell'Aquila”.
Mi fa un'immensa tenerezza quando, con gli occhi lucidi, parla della sua casa: tutta rotta, dice.
Non distrutta, nemmeno crollata, ma rotta. Come un oggetto qualunque.

E alle promesse, quelle di avere una sistemazione nel suo paese prima dell'arrivo del freddo, lei ci crede e ci spera davvero.
Perchè in esilio non si sta bene.
Lo spero anch'io, per lei e per tutti coloro che sono costretti a questo, loro malgrado.
E spero davvero non vengano presi in giro anche dopo, con container travestiti da case, perchè la dignità è e deve essere un valore, non un pretesto.

giovedì 2 aprile 2009

Primavera

Era da tanto che non prendevo in mano la macchina fotografica. Quasi tre mesi. Un'eternità. Lo scorso fine settimana l'ho passato a Trieste e ho fatto molte foto. Questo mi ha ridato un po' di serenità (artistica intendo). Ma non è stata l'unica cosa a mettermi serenità. Ho notato che, a parte la compagnia – quando stai con le persone a cui vuoi bene, stai bene – immergersi nella natura e dimenticare il tempo che passa è una delle migliori medicine per lo stress da lavoro. E così, nel parco del castello di Miramare, nonostante un cielo grigio e minaccioso, capita che dei tenerissimi uccellini ti si posino sulla mano in cerca di cibo.



E ti senti in sintonia con il mondo. E anche gli alberi in fiore, i prati e i colori di questa primavera avviliti dal plumbeo cielo minacciante pioggia, sono un toccasana per il nostro umore.



Che bello.