No, non è narcisismo. Non mi vedrete molto spesso ritratto, state tranquilli. Ma questa foto volevo mostrarla per cercare di descrivere uno dei momenti che fa del teatro qualcosa di incredibile.
Avevo da poco finito la mia parte, piccolissima per carità, ma sempre in grado di creare quella fortissima sensazione alla pancia. Fino a che il calore dei fari non ti fa rendere conto che ormai sei di fronte ad un bel po' di persone ed è troppo tardi per tirarti indietro. Mi sono seduto in camerino, in pochissimi centimetri quadri un concentrato di oggetti di tortura che le donne conoscono alla perfezione, e ho cercato di vedermi come il pubblico mi aveva appena visto.
Impossibile.
Uno, nessuno e centomila.
Avevo da poco finito la mia parte, piccolissima per carità, ma sempre in grado di creare quella fortissima sensazione alla pancia. Fino a che il calore dei fari non ti fa rendere conto che ormai sei di fronte ad un bel po' di persone ed è troppo tardi per tirarti indietro. Mi sono seduto in camerino, in pochissimi centimetri quadri un concentrato di oggetti di tortura che le donne conoscono alla perfezione, e ho cercato di vedermi come il pubblico mi aveva appena visto.
Impossibile.
Uno, nessuno e centomila.

4 commenti:
Bel debutto Marzio, continua così, guarda che ti ho citato anche sul mio blog.
Ho visto! Grazie Andrea!
dev'essere un'esperienza unica, indimenticabile: non devi soltanto dire, ma comunicare un'emozione a chi si aspetta un'emozione. Hai tutta la mia comprensione per lo stato d'ansia.
E bella anche la foto!
Ciao. Giuliano
bella foto, (è quella che ti ho fatto io??) e bellissime parole su quell'attimo di pura magia che è salire su un palcoscenico di fronte a centinaia di persone..
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