Ad essere sincero, faccio molta meno fatica a trovare e presentare il bello di Venezia rispetto al brutto. Lo trovo molto più facile da scovare, anche uscendo dalla banale foto da cartolina.
Forse è questione di carattere, ma ho la sensazione di essere colpito molto più facilmente da qualcosa di bello piuttosto che dal contrario.
E' vero, Mestre mi ha abituato al brutto fin da piccolo, ma mi auguro profondamente che la mia non sia una sorta di assuefazione, altrimenti vorrebbe dire che sono quasi irrecuperabile.
In compenso scopro che sono ancora in grado di meravigliarmi per un lucchetto appeso ad una porta, per un lampione rosa, per dei coloratissimi dipinti su tele che ricoprono un'arca o per un piccione che si disseta in una fontana.
Se ci si ferma in un campo per un po' di tempo e osservare i passanti, è possibile poi scorgere persone dagli atteggiamenti così pittoreschi che risulterà impossibile resistere alla tentazione di scattargli una foto.
Venezia è bella per tutte le singolarità che offre, sembra sempre uguale a se stessa, e invece è sempre così diversa da riservare sempre qualcosa di nuovo.
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